La deterrenza si misura di solito in mezzi visibili: carri, aerei, missili. Esiste però una condizione che rende quei mezzi utilizzabili oppure inutili: la capacità di rifornirli di carburante dove serve e quando serve. La logistica militare NATO è questa condizione. L’estensione verso est della rete di oleodotti dell’Alleanza porta alla luce un sottosistema critico…
Dopo il vertice NATO di Ankara circolano due letture opposte dell’ordine internazionale in trasformazione: gli Stati Uniti starebbero negoziando tacitamente una nuova spartizione in sfere di influenza, oppure starebbero ristrutturando le proprie alleanze senza abbandonarle.
Il vertice NATO 2026 di Ankara (7-8 luglio) verrà ricordato per le cifre annunciate: oltre 50 miliardi di dollari di nuovi procurement, il lancio dell’iniziativa Drone Edge, 70 miliardi di euro impegnati per il sostegno all’Ucraina nel 2026.
Il 24 giugno 2026, in un’intervista rilasciata a Fox News, il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha affermato che circa 500 velivoli statunitensi sarebbero decollati da basi americane presenti sul territorio italiano nel quadro dell’operazione “Epic Fury” condotta dagli Stati Uniti contro l’Iran.
Il Premio Carlo Magno a Mario Draghi riapre una questione più ampia: l’Europa sarà più resiliente con maggiore centralizzazione oppure con Stati più forti capaci di cooperare mantenendo capacità di scelta?