Three dimensions for understanding Israel's role in the contemporary international system
In the 21st-century international system, Israel occupies a paradoxical position.
On the one hand, it is a small state, exposed to existential threats and lacking strategic depth; on the other, it is an actor capable of projecting influence far beyond its borders, reshaping regional balances and affecting Western decision-making architectures.
This series analyzes the role of Israel in the contemporary international system through three structural dimensions: territorial transformation, regional systemic function, and its relationship with the West.
Israel in the International System: Three Dimensions of Analysis
Israele nel sistema internazionale contemporaneo: territorio, funzione regionale e rapporto con l’Occidente. Analisi strategica CSR.
La prima dimensione riguarda la trasformazione territoriale incrementale.
Nella Cisgiordania, il controllo effettivo del territorio si consolida non attraverso un atto formale di annessione, ma mediante processi lenti e cumulativi: espansione demografica, integrazione amministrativa e riorganizzazione infrastrutturale dello spazio.
Il 2025 ha segnato un record storico con l’approvazione di 27.941 unità abitative negli insediamenti (Peace Now), mentre nel marzo 2026 l’OHCHR ha documentato un’ulteriore accelerazione dell’espansione e lo sfollamento forzato di oltre 36.000 palestinesi.
A queste cifre si aggiungono i bandi per l’area E1 di gennaio 2026 — che rischiano di separare Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania — la delibera del gabinetto israeliano dell’8 febbraio 2026 che facilita la registrazione di terreni nelle colonie, e un rapporto di Amnesty International del giugno 2026 che denuncia quella che definisce una “pulizia etnica” delle comunità beduine e pastorali della Cisgiordania.
Questi dati non modificano soltanto i numeri sul terreno: rendono sempre più complessa, sul piano geografico e politico, la realizzazione di uno Stato palestinese contiguo.
La “annessione invisibile” diventa così un caso paradigmatico di come gli Stati possano alterare i fatti prima che il diritto o la diplomazia riescano a reagire.
La seconda dimensione analizza Israele come attore sistemico del Medio Oriente.
Israele non è più soltanto una delle parti in causa in un conflitto locale.
Le sue scelte strategiche — in particolare la logica di prevenzione e interdizione nei confronti dell’Iran e del suo asse di proxy — producono effetti che si propagano su scala regionale, influenzando deterrenza, calcoli degli attori arabi, sensibilità energetico-logistica e postura degli Stati Uniti.
Il 28 febbraio 2026 questa capacità ha compiuto un salto ulteriore: nell’ambito dell’operazione congiunta Epic Fury/Roaring Lion, condotta con gli Stati Uniti sulla base di intelligence israeliana, è stato ucciso il Leader Supremo iraniano Ali Khamenei, sostituito l’8 marzo dal figlio Mojtaba.
Una tregua mediata dal Pakistan (8 aprile 2026) e un memorandum d’intesa USA-Iran (17 giugno 2026) non hanno impedito nuovi scontri fino a fine giugno, e le valutazioni sull’effettiva degradazione delle capacità missilistiche e nucleari iraniane restano contrastanti.
Israele agisce ormai non solo come moltiplicatore di pressione regionale, ma come attore capace — insieme al proprio alleato statunitense — di rimuovere direttamente la leadership del proprio principale antagonista.
La terza dimensione riguarda il rapporto con l’Occidente, interpretato come struttura di interdipendenza asimmetrica.
Israele dipende dagli Stati Uniti e, in misura diversa, dall’Europa per sostegno militare, copertura diplomatica e mantenimento del vantaggio qualitativo.
Al tempo stesso, l’Occidente trae da Israele vantaggi in termini di intelligence, innovazione tecnologica e proiezione regionale, ma ne subisce anche i costi: compressione dello spazio di manovra, polarizzazione interna e tensione tra principi dichiarati (primato delle regole, soluzione a due Stati) e capacità effettiva di influenza.
Il risultato è un’alleanza che rafforza la proiezione occidentale ma, allo stesso tempo, funge da vincolo e fattore di accelerazione decisionale.
Letti insieme, questi tre articoli non intendono offrire un giudizio morale o una soluzione politica, bensì una chiave di lettura realista.
Mostrano come, nel sistema contemporaneo, un attore di medie dimensioni possa trasformare il proprio spazio di sicurezza in un nodo sistemico, modificando silenziosamente la geografia di un territorio, ridefinendo equilibri regionali e imponendo priorità alle democrazie avanzate.
In un’epoca di competizione tra grandi potenze e di frammentazione degli ordini regionali, il caso israeliano illumina meccanismi più ampi: la prevalenza dei fatti sul terreno rispetto alle dichiarazioni diplomatiche, la centralità della deterrenza preventiva e i limiti strutturali dell’azione collettiva occidentale.
I tre contributi possono essere letti separatamente, ma acquistano pieno significato quando considerati come parti di un unico quadro. È in questa intersezione tra territorio, regione e Occidente che si misura oggi il ruolo di Israele nel sistema internazionale.
Aggiornamento (luglio 2026):
l’operazione Epic Fury del febbraio 2026, con l’assassinio del Leader Supremo iraniano, mostra che questa lettura realista va oggi estesa fino al limite dell’eliminazione diretta della leadership avversaria da parte di un attore di medie dimensioni che agisce insieme al proprio alleato maggiore — il punto più avanzato, finora, della logica descritta in questa serie
These three dimensions do not exhaust the Israeli case, but they allow us to understand how an actor can simultaneously operate across territory, region, and decision-making architectures.
Explore the series:
The Invisible Annexation
Israel as a systemic actor in the Middle East
Israele e l’Occidente: alleanza, dipendenza, condizionamento
Essential sources
OHCHR,
2026 Iran war — Wikipedia
Assassination of Ali Khamenei — Wikipedia
Iran’s supreme leader, Ayatollah Ali Khamenei, has been killed — NPR, 28 febbraio 2026
Trump and Netanyahu’s Iran Gambit: The Strategic Calculations behind Epic Fury — Arab Center DC
Khamenei’s Killing and the Perilous Death of the Assassination Ban — Just Security
Operation Epic Fury and the Remnants of Iran’s Nuclear Program — CSIS
After Operation Epic Fury: Debating the Future of Iran’s Nuclear Project — Stimson Center
Israel’s settlement expansion drives mass displacement in West Bank — OHCHR, marzo 2026
Special Rapporteur condemns Israeli attempts to further annex West Bank — OHCHR, febbraio 2026
Israel’s ethnic cleansing of West Bank Bedouin and herding communities — Amnesty International, giugno 2026
